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Si sposò con Peter Oola, un magistrato di origine Acholi, e da lui ebbe un figlio che morì poco dopo la nascita; i due coniugi non ebbero altri figli e, sia per tale motivo, sia per il suo carattere forte e combattivo, Bernardetta venne ripudiata dal marito.Negli anni '80 Bernardetta svolge la sua professione di insegnante di scuola materna alla P7 School di Anaka: essa non solo si distingue per le spiccate attitudini nell'insegnamento, mostrandosi come modello alle sue colleghe, ma rivela anche una forte propensione per i più poveri, gli orfani, gli anziani abbandonati e gli ammalati. Così, nel 1982 nasce il primo nucleo della sua opera di accoglienza: in tutto cinque ragazze cieche.
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In piena guerriglia Come scrive Padre Giuseppe Clerici: «…Bernardetta sapeva bene affrontare i guerriglieri, li conosceva tutti per nome, perché erano di Anaka. Era sempre pronta ad affrontarli e con le sue parole riusciva a smorzarli nei loro bollori prepotenti e nella loro sete di rubare e minacciare». Nel 1986 a causa dell'inasprirsi della guerriglia, Bernardetta deve lasciare Anaka alla volta di Gulu: si stabilisce nel villaggio di Bardege, posto sotto la giurisdizione della Cattedrale, a 5 Km da Gulu.
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Anche nelle più gravi difficoltà Bernardetta non perde il coraggio, anzi la sua determinazione cresce a tal punto che comincia ad accogliere tutti quelli che chiedono il suo aiuto. Nel 1988 gli orfani del St. Jude Thaddeus Orphanage (il nome originario dell'Istituto) sono già arrivati a 120. Instancabilmente continua la sua opera di accoglienza, bussa a tutte le porte possibili per ottenere aiuti concreti: trova volontari che l'aiutino nella gestione dell'orfanotrofio; le viene offerto pieno appoggio dai medici del St. Mary's Hospital Lacor, soprattutto dal dottori Piero e Lucille Corti e dal capotecnico dell'ospedale (che attualmente continua l'opera di Bernardetta) il comboniano Fratel Elio Croce, senza i quali, e sono parole di Bernardetta «…non si sarebbe potuto veramente gestire questo orfanotrofio».
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