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STORIA


Da diciassette anni l'Uganda del Nord è tormentata da un conflitto che colpisce con particolare crudeltà la popolazione civile, a causa di un esercito di ribelli chiamato LRA (Lord Resistence Army: esercito di resistenza al signore, il signore è Museveni) opposto al governo di Museveni, presidente del Paese dal 1986. A capo dell'LRA sta Joseph Kony il cui suo unico interesse è quello di stabilire i dieci comandamenti di Mosè come legge per i suoi fratelli ugandesi. Inizialmente il gruppo di soldati di Kony provenivano dalle fila di quel che restava dell'esercito di Alice Lakwena, si chiamava Esercito dello Spirito Santo noto con la sigla di UHSA (United Holy Salvation Army). Kony ha sempre sostenuto di essere un combattente per la libertà, un uomo in cerca della propria salvezza e di quella dei suoi compatrioti, mandato da Dio a sostituire il governo di Museveni. Benchè Kony sia di etnia acholi, verso la sua stessa gente imputata di non aderire alla santa causa, egli orienta la furia della LRA. A Gulu i ribelli bruciano, rubano, torturano, uccidono e rapiscono. Portano via con sè nel bush, alla macchia, bambini e ragazzini di entrambi i sessi per farne guerrieri e concubine. Perpetrando indicibili abusi e dominando col terrore li addestrano a combattere, quindi subito li costringono a compiere razzie nei villaggi d'origine per tagliare ogni ponte con gli affetti, a uccidere i compagni più deboli o indisciplinati, a dimostrare adesione incondizionata sottoponendosi a rituali raccapriccianti. Durante la guerra si è fatto assai rilevante il fenomeno dei Night Commuters, i pendolari notturni. Sono bambini che le famiglie di contadini mandano a dormire nella città, ritenuta più sicura dei villaggi. Per eludere il rischio del sequestro si esortano i ragazzini a coricarsi nei piazzali, nei parcheggi degli autobus o dove capita, per poi rincasare il mattino successivo.
Dal giugno 2002 a giugno 2003 circa ottomilaquattrocento ragazzini sono stati fatti prigionieri dall'esercito dell'LRA, più che in tutti gli anni precedenti. Fino al 2002, l'LRA aveva di fatto base nel Sud del Sudan da cui muoveva per incursioni oltre confine, per saccheggiare i villaggi acholi e per rapirne i bambini. Questo non avrebbe mai potuto succedere senza l'appoggio del governo sudanese capeggiato da Omar al Bashir. Il Sudan riteneva che il governo dell'Uganda sostenesse l'Esercito sudanese di liberazione popolare (SPLA), da anni coinvolto in una lunga guerra civile con le forze armate del presidente sudanese. Come rappresaglia, il Sudan si mise allora a sovvenzionare l'LRA con denaro, armi, provvigioni alimentari e un porto sicuro nel Sud del Paese dove stabilire il proprio quartier generale. Due stati confinanti supportavano l'uno l'avversario dell'altro. Nel 1999 i governi dell'Uganda e del Sudan stabilirono con un accordo di non inviare più aiuti ai rispettivi eserciti di ribelli. Un miglioramento dei rapporti diplomatici tra i due fece sì che il Sudan permettesse all'Uganda di condurre una campagna militare nel Sud dei propri confini per spazzare via i miliziani. Purtroppo questi accordi non hanno portato a nulla di buono. Se oggi nell'Uganda del Nord sembra essere tornata la pace, i combattenti dell'LRA si sono spostati in Congo portando ancora terrore e distruzione oltreconfine e generando nuove ondate di profughi.

Due terzi della popolazione del distretto di Gulu, 350.000 abitanti su una stima di 468.000, per ripararsi dalle scorrerie della LRA ha dovuto abbandonare i villaggi e campagne per trovare riparo in trentadue IDP - Internal Displaced Camp: campi-rifugiati protetti dall'esercito. A causa di sovraffollamento e malattie vi si verificano le condizioni sanitarie e educative più disastrate di tutto il Paese. Secondo recenti rilevamenti delle ONG il tasso di mortalità infantile è pari a 173 su 10000, quello di mortalità materna 700 su 100.000. L'aspettativa media di vita raggiunge i trentasette anni per gli uomini e i quarantaquattro per le donne. Il tasso di malnutrizione nei bambini fino a cinque anni è del 58%, quello della malnutrizione cronica il 40% della popolazione giovane. Nel distretto di Gulu ci sono due ospedali per novecento posti letto e un dottore ogni quattordicimila abitanti. Più o meno centocinquantamila bambini frequentano la scuola materna e elementare, dopodiché il loro numero cala di colpo a non più di seimila. Se in seguito a consistenti sforzi e rispetto al generale tasso di contagio dell'AIDS nell'Africa sub sahariana (24 milioni e mezzo di infetti a fronte dei 34,3 nel mondo) alla fine del ventesimo in Uganda l'incidenza dell'HIV è scesa attorno al 6%, nel distretto di Gulu si valuta oltre il 13%. Laddove la convenzione fissa la comune soglia della povertà nel reddito di un dollaro al giorno, la maggioranza degli abitanti di Gulu vive con 500 scellini ugandesi, pari a un terzo di dollaro quotidiano.




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